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Voce e suono

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La Gestalt è una Scuola di Psicoterapia all’interno delle cosiddette Psicoterapie umanistiche caratterizzata dalla dimensione olistica del suo approccio di lavoro, in cui vengono integrati il centro motore (il corpo), il centro emotivo (i sentimenti e le emozioni) e il centro mentale/spirituale (pensieri, credenze…).

La Gestalt permette di inserire alcune modalità espressive e creative (voce, movimento, danza, scrittura creativa, disegno, teatro,…), che non per distrarre ma per centrare il vissuto, aiutano nel processo di crescita. Queste risorse variano a seconda dei/delle psicoterapeuti/te, che spesso fanno congiungere con la Psicoterapia della Gestalt un proprio stile personale, fondato nella propria sensibilità artistica o creativa.

Un esempio di questo posso darlo attraverso la pratica della mia esperienza con ciò che ho chiamato “Canto gestaltico” o “Gestalt – Voice”, una modalità psicoterapeutica basata sui principi della Gestalt che si é caratterizzata dall’utilizzo prevalente della voce, il suono e il canto improvvisato.

“Il suono ha la virtù di rompere il discorso razionale che frequentemente intoppa il proprio lasciarsi fluire. La voce, diventa in questo modo una finestra che si apre alla propria interiorità. Il suono aiuta a tirare fuori tutti i nodi emotivi inghiottiti che si portano dentro per tanto tempo. Diventa così, un canale privilegiato per l’aggiornamento di una energia stagnata che si può trasformare e rinnovare, offrendo alla persona altre possibilità e nuove strade di crescita.“

    


"Ho pensato se la voce che viene fuori da me sono io e mi sono riconosciuta con difficoltà, per un momento l'ho lasciata libera ed il suo suono mi parlava di altre cose, oltre me, e non riconoscevo più il suono abituale della mia voce, quella che traduce chi sono io, qui e ora, senza quasi rendermene conto, quella che canta e interpreta senza volere le mie tensioni giornaliere, -le paure nascoste nella voce tremante, l'insicurezza dietro il tono forte e marcante, la tristezza inghiottita dietro la dolcezza di un filo di voce o la gioia travestita di apparente normalità…- E mi sono chiesta come era la mia voce originale, il suo suono prima di dire la prima parola… e ho deciso di andare a ricercarla e di cominciare a spogliarla di tutto ciò che l'ha deformata."

(Rosa)