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La maternità nell'attuale società

 

L'immagine predominante della maternità nell'attuale società occidentale è quella di un evento felice, dolce, privo di contraddizioni, una rappresentazione artificiosa e idealizzata che nasconde e finge di non percepire fragilità, sofferenze, fatiche e conflitti.

Se osserviamo i sentimenti che si muovono in chi affronta il percorso della gravidanza , del parto e dell'allevamento di un figlio, notiamo che i più diffusi sono la paura, l'insicurezza, il senso di inadeguatezza. Ci si sottopone quanto più possibile a controlli , esami, ecografie , sperando di comprare il diritto a un bambino perfetto in un mondo in cui si fa mercato di tutto. Si pensa con terrore al parto, si spera solo che sia rapido e indolore , lo si delega completamente “agli esperti”.

Ma le donne non devono essere derubate di questa esperienza creativa, devono rimettersi al centro

della scena, devono riacquistare fiducia nel loro corpo, sentire la potenza che può esprimere.Devono essere informate per poter fare delle scelte , devono sapere che il loro piccolo ha bisogno di essere accolto con sensibilità ai suoi bisogni , devono mettere in discussione le pratiche dannose tipiche dell'industria della nascita.

Non c'è bisogno dell'epidurale  per  sopportare i dolori se intorno alla donna  ci sono persone che credono in lei, che le danno forza, che la proteggono , che le permettono di sperimentare posizioni, immergersi nell'acqua,lasciarsi andare all'istinto,in modo che  gli ormoni che vengono prodotti nel suo corpo possano essere liberati senza interferenze. La natura deve essere messa in condizione di  lavorare secondo i programmi che l'evoluzione ha predispostoper i mammiferi  in milioni di anni, il meccanismo della nascita è complesso e sensibile ,ogni interferenza va se possibile evitata,i.Come in ogni funzione in cui è coinvolta la sessualità, l'attività della corteccia cerebrale deve ridursi per lasciare spazio al cervello più primitivo, più arcaico.

 

Il modo in cui si accoglie un bambino che viene alla luce,che si trova esposto a stimoli nuovi e violenti , il modo in cui gli si permette con dolcezza di adattarsi al mondo di fuori,  di recuperare il contatto con la madre , di essere contenuto dalle sue braccia , di trovare un senso di  sicurezza attaccandosi al suo seno , si sentirsi appagato nei suoi bisogni primordiali in quelle prime ore e in quei primi giorni, incidono sulla vita intera di quel piccolo, sulla fiducia in sé stesso , sulla capacità di aprirsi e di amare.

Dopo il parto la donna , priva delle esperienze e degli appoggi di un tempo nell'ambito della famiglia allargata,si ritrova spesso a sperimentare la nuova funzione in un contesto di isolamento, solitudine e smarrimento che contribuisce ad aumentare lo stress, le ansie, i sentimenti depressivi, il senso di fatica fisica ed emotiva. Sente, quindi, ma non sempre riesce ad esprimere, un forte bisogno di condividere la responsabilità di crescere un bambino, di confrontarsi con le intense emozioni che nascono nel rapporto con il figlio, sentito come importante e prezioso, forse unico.

Educarte si propone di offrire  alle coppie in attesa  dei momenti di ascolto dei  propri bisogni ,, un tempo per fare spazio dentro di sé , di accoglienza al bambino ancor prima che nasca, una possibiltà di chiarirsi su come desiderano far nascere il proprio piccolo . La relazione con lui inizia ben prima del parto, e ha bisogno di essere nutrito con affetto già nella sua vita intrauterina.

Per i nuovi genitori si propone di organizzare degli spazi  per esprimere dubbi e difficoltà, per aiutare ognuno ad aggiustarsi e a rinnovarsi nelle proprie relazioni nell'ambito della coppia e con la famiglia d'origine.Per confrontarsi assieme ad altri su come crescere dei bimbi felici.